I come Impresa

Anche per quanto riguarda l’impresa, quella piccola e media in primo luogo – che come è noto rappresenta la stragrande maggioranza dell’apparato produttivo nazionale -, i dati dimostrano in maniera inequivocabile che sulle vie dell’innovazione le loro possibilità di successo sono decisamente più elevate.

Le aziende che utilizzano nel modo giusto internet e la catena di valore ad essa associata – non solo commercio elettronico ma anche comunicazione, trasparenza della filiera produttiva, rapporto con i fornitori di prodotti e servizi, vendita e assistenza al cliente, reputazione, ecc. -, sono più competitive; più capaci di collaborare; più presenti sui mercati internazionali; più in grado di contrattare da posizioni favorevoli sia quando operano con il proprio brand sia quando fanno parte di un più ampia sistema produttivo e/o di servizi; più interessate ai risultati che alle gerarchie; più propensi, e capaci, di interagire con le istituzioni della ricerca, della formazione, dell’università presenti sul territorio; più orientate a valorizzare la propria identità a partire dalla professionalità, dalle conoscenze, dalle competenze di chi ci lavora e dunque più consapevoli dell’importanza della formazione continua.

Fermo restando la necessità di evitare il rischio dell’autosufficienza – vale per le start-up come per le piccole imprese industriali e agricole e le botteghe artigiane -, gli spazi entro i quali capitalizzare le opportunità rese disponibili da internet e dalle nuove tecnologie per la piccolissima, piccola e media impresa sono numerosi: dal commercio elettronico ai processi di internazionalizzazione, dall’innovazione di frontiera tipica delle start-up alla valorizzazione culturale e produttive di attività tradizionali legate alla terra, all’agroalimentare, alla bottega, all’artigianato artistico, alle tradizioni locali. 

L’Italia ha bisogno, ancora una volta intorno al territorio, al distretto, alla città, di tenere assieme, di intessere relazioni, di costruire connessioni tra ambedue i soggetti che al tempo della polarizzazione possono conquistare spazio e posizioni di mercato: le aziende di grandi dimensioni che occupano posizioni leader nei loro segmenti di attività e le aziende di piccole e medie dimensioni che con competenza, creatività e capacità di innovazione aggiungono valore alle idee, ai prodotti, ai servizi presenti sul mercato.

In questo quadro possono trovare più spazio  anche le start-up sociali che si dedicano a nuovi servizi di welfare di interesse pubblico (telemedicina, alfabetizzazione, socializzazione, cittadinanza attiva, ecc.) non direttamente gestibili in una logica di puro mercato e che però – attraverso i processi di collaborazione e di integrazione strategica che sono in grado di attivare con enti e soggetti pubblici -, possono diventare un ulteriore tassello delle politiche di diffusione di impresa, di sviluppo dell’occupazione, di inclusione sociale, così come è avvenuto ad esempio all’inizio del secolo breve con le Società di Mutuo Soccorso o anche, molto più recentemente, con l’esperienza delle 150 Ore.    

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